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La storia del Museo

Il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’università di Modena e Reggio Emilia è situato nel centro storico di Modena, al terzo piano del palazzo dell’Università, in Via Università, 4.

Ospita collezioni zoologiche che comprendono circa 3300 vertebrati dei quali la maggior parte naturalizzati. Per quello che riguarda invece gli invertebrati è importante ricordare la presenza di una collezione malacologia ammontante a circa 7000 pezzi, qualche centinaio di scatole entomologiche e altrettanti esemplari conservati sotto liquido.

Il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata rappresenta  un mezzo privilegiato di diffusione delle conoscenze zoologiche, e più in generale biologiche, per promuovere la cultura scientifica e le conoscenze necessarie ad una migliore comprensione dell’ambiente e del territorio attraverso l’attività didattica rivolta alle scuole di ogni ordine e grado e alla cittadinanza. Vistare il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata è un’occasione per osservare agevolmente ciò che in Natura è divenuto raro e per riflettere sui problemi legati alla conservazione della biodiversità.

Il Museo rappresenta  anche un valido supporto didattico per i corsi  universitari di Zoologia, Anatomia Comparata, Entomologia ed Ecologia rivolti agli studenti di Scienze Naturali e Scienze Biologiche.

         La storia

La  nascita del Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Modena è legata all’istituzione dell’insegnamento di Storia Naturale in seno alla Facoltà di Medicina. Il Museo di Storia Naturale del ducato Estense, oggi in parte museo di Zoologia e Anatomia Comparata, nasce nel 1776 grazie all’emanazione di un Decreto del Duca Francesco III d’Este che sancisce il passaggio ufficiale dallo “Studio Pubblico di S. Carlo”, di eredità seicentesca, ad un’autentica istituzione universitaria del ducato estense.

La prima collezione naturalistica dell’inaugurato Museo si deve al lascito testamentario di Monsignor C.M. Fogliani che dedicò la sua raccolta privata a “tutti i giovani studiosi del ducato modenese”.

I lavori di allestimento del Museo di Storia Naturale iniziarono nel 1774. Le prime Collezioni del Museo avevano una portata modesta e furono alloggiate nella sala sovrastante la scala principale del palazzo universitario. Dal 1796 il Museo subì continui trasferimenti di sede imputabili ai restauri e agli ampliamenti dell’edificio universitario tanto che nel 1798 le Collezioni vennero spostate dal Liceo Dipartimentale, ubicato nell’attuale via Università, alla scuola del Genio Civile ubicata in San Domenico.

Nel 1799 venne nominato Direttore del Museo il Professor Savani il quale riportò le collezioni all’interno della sede universitaria. Si stima che all’epoca (tra il 1799 e il 1800), la dotazione museale fosse di modesta entità e consistesse di due nuclei fondamentali il lascito Fogliani e da una piccola collezione di uccelli acquistata dal capitano Maironi, guardia di S.A.R. Ercole III, Duca di Modena.

Nel 1831 il Museo di Storia Naturale ebbe il suo primo tassidermista nella persona  del Dottor Venanzio Costa che, a spese del duca, apprese a Torino l’arte della tassidermia. Nel 1823 il sacerdote Matteo Gozzi fu il primo “tecnico-curatore”.

Furono acquisite diverse collezioni fra cui, nel 1983, la magnifica Collezione Zoologica del Sig. Carlo Bonomi di Milano, stimata in un valore di 5100 lire. In virtù dell’aumento delle collezioni iniziò a delinearsi il problema dei locali. Per questo motivo, nel 1830, il Duca Francesco IV commissionò all’Architetto Cesare Costa la costruzione di due nuove sale che oggi alloggiano la maggioranza degli uccelli presenti in Museo.

A partire dal 1832, e per l’intero periodo della Restaurazione, il museo attraversò una fase di sommo benessere caratterizzata dall’acquisto di nuove collezioni, dall’aumento del personale e dall’ampliamento dei locali. Nel 1833 il Duca Francesco IV dona al Museo una giovane foca e la pelle di un orso polare. Nello stesso anno viene acquistata la pregiata collezione del Conte Sanvitali di Parma. Essa consisteva in numerosi preparati zoologici e in reperti geologici stimati in un valore di 11000 lire e ammontanti a circa 1300 animali. Ad un anno di distanza, gli esemplari conservati aumentano ancora di numero grazie, soprattutto, alle frequenti donazioni del Duca Francesco IV e del fratello Arciduca Massimiliano. Nel 1836 si rese quindi necessario un ulteriore ampliamento del Museo.

Nel 1840 viene nominato docente di Storia Naturale il Prof. Pietro Doderlein a cui si deve la riorganizzazione del Museo e il primo censimento ufficiale degli esemplari. Il periodo compreso tra il 1842 e il 1852 è caratterizzato da un aumento della fauna sudamericana grazie alle donazioni del Dott. Luigi Bompani. Medico modenese, appassionato naturalista, prese domicilio in Brasile e da qui inviò in patria doni per i musei universitari e per il duca.

Nel 1846 le sale destinate ad uso museale salirono a tre  grazie all’acquisizione di un nuovo locale a cui era annesso uno stanzino-studio. Tutte le collezioni erano in ottimo stato di conservazione “pregevoli perché immuni da tarlo” e annoveravano un numero complessivo di 17068 individui. Le notizie inerenti lo stato di conservazione del museo nel ventennio 1850-70 mancano quasi completamente mancando cataloghi relativi a questo periodo.  Un fatto certo è che nel 1860 la cacciata dei Gesuiti da Modena permise all’Università di annettere le loro collezioni naturalistiche eccezione fatta per gli esemplari più belli che vennero trafugati.

Nel 1872 i locali dedicati al Museo ammontavano a sei e vennero separati i vertebrati dagli invertebrati. Questi ultimi condivisero gli scaffali con i reperti fossili liberando posto per la nascente sala ittiologica.

A fine ottocento il Museo è annoverato fra i più belli dell’Europa.

La figura di maggior rilievo per il Museo nella seconda metà del 1800 fu il Direttore Prof. Antonio Carruccio che separò le cattedre di Zoologia e Anatomia Comparata da quelle di Geologia e Mineralogia con la conseguente separazione delle relative collezioni e l’istituzione di due musei separati e le collezioni di Zoologia ed Anatomia Comparata rimasero nella sede di via Università. Nel settembre del 1881, in occasione del X° Congresso medico tenutosi a Modena, si inaugurarono pubblicamente le nuove sale conferendo ad ognuna il nome di un illustre scienziato emiliano, che sono stati mantenuti fino ai giorni nostri. Nel 1882 il Museo si componeva di sette sale per una superficie di 535 mq, una sala studio, tre laboratori e un magazzino.

In questo periodo, tra i mecenati del Museo si annovera anche S.M Umberto I che regalò al museo due caprioli delle Cacce reali di S.Rossore.

Tra il 1930 e il 1938 gli arricchimenti più significativi riguardano la fauna esotica grazie alle frequenti donazioni di S.E. il Dott. Guido Corni, nominato Governatore della Somalia nel 1929.

Verso la fine della seconda guerra mondiale le collezioni museali vennero trasferite momentaneamente dall’ultimo piano al pianterreno del palazzo universitario. Nel 1946, durante i lavori di trasloco dei preparati, iniziò un accurato lavoro di recupero delle collezioni e delle vetrine stesse.

Tra il 1950 e il 1980 il Museo attraversò un periodo di crescente declino dovuto al disinteresse scientifico dei direttori per i preparati macroscopici ritenuti inutili per la didattica anche se non venne meno la sua manutenzione ordinaria. Vennero ridotti gli spazi con la trasformazione in aule dell’ingresso del Museo e della sala delle Collezioni del Modenese con il conseguente immagazzinamento del materiale esposto. I lavori di ristrutturazione del palazzo universitario portarono ad una ulteriore diminuzione dello spazio disponibile con la perdita della saletta d’ingresso e di un piccolo locale di deposito.

Il ripristino dei locali espositivi ed il recupero ad uso didattico delle collezioni iniziò nell’aprile 1984 e ha consentito di rendere accessibili i locali e l’inizio della collaborazione tra Museo e Comune di Modena per offrire percorsi didattici alle scuole.

La planimetria e la disposizione delle sale espositive attuale è leggermente cambiata rispetto alla situazione di fine ottocento. Le trasformazioni hanno riguardato sia gli spazi espositivi che quelli destinati a laboratorio e biblioteca. Oggi il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata consta di sei sale.

Nel 1996 il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata è stato dichiarato Museo Storico dalla Sovrintendenza dei Beni culturali dell’ Emilia-Romagna e, come tale, vincolato alla sede posta al 3° piano di Via Università con tutte le collezioni e le strutture esistenti.